L’associazione de “Il Piccolo Principe” nasce nel 1998, come associazione di volontariato su base nazionale, apolitica e apar­titica, fondata su norme organizzative ispirate ai principi costituzionali e gestione democratica, con lo scopo di promuovere “la difesa dei minori” e il sostegno delle famiglie.

L’esigenza di dar vita ad una nuova associazione nasce dalla consapevolezza che l’infanzia e l’adolescenza vivono un’emer­genza.
Emergenza resa più evidente dall’attuale situazione sociale che registra l’indebolimento e la disgregazione dei nuclei familiari, l’indebolimento dei processi educativi, l’affermazione di modelli cultura che non favoriscono i processi di crescita.

“Il Piccolo Principe” non ha fini di lucro, si propone di aiutare il minore nei casi di fenomeni di discriminazione e di disagio e di intervenire direttamente e attraverso un'azione di coordinamento per la costituzione di un movimento nazionale e una politica sociale più attiva per la difesa dei minori.

Gli scopi prioritari dell’associazione per tanto sono la valorizzazione del minore come "risorsa insostituibile" della società, puntando, a tal fine, alla gestione integrata e di rete di tutte le risorse che a vario titolo e in varie forme possono concorrere:

  • riconoscimento dei bisogni materiali, morali ed educativi dei minori;
  • sostegno dei minori a rischio e in stato di abbandono;
  • piena valorizzazione del ruolo sociale dei minori.

Nell'ultimo anno l'attenzione del "Piccolo Principe" è concentrata sul discorso della "mediazione scolastica", ponendosi l'obiettivo di proporre la mediazione come nuova cultura volta a stimolare nei ragazzi un maggior senso di consapevolezza e una riappropriazione della propria capacità decisionale.

La mediazione scolastica è un nuovo metodo per affrontare il disagio adolescenziale, sempre più in aumento nella realtà scolastica italiana.

Si propone di favorire un cammino pedagogico attraverso la diffusione di un nuovo modo di regolazione dei conflitti ovvero la mediazione (Jean - Pierre Bonafè - Schmitt 1997). Infatti, nasce e si sviluppa come alternativa ai vari interventi finora proposti in ambito scolastico per affrontare il bullismo, cioè le varie forme i prepotenza e prevaricazione fra pari, sempre più in aumento nella realtà scolastica italiana Non ha l’intento di rispondere a problemi immediati con i quali si confrontano gli istituti scolastici, come la violenza, il vandalismo, l'assenteismo.

E non più, come gli interventi fino ad ora proposti in ambito scolastico di rispondere a problemi immediati con i quali si con­frontano gli istituti scolastici, come la violenza, il vandalismo, l'assenteismo.

Ma di facilitare la comunicazione fra ragazzi, fra ragazzi e insegnanti, fra ragazzi e famiglia, attivando un lavoro di rete che coinvolga i servizi presenti sul territorio.

Nella realtà romana sono state condotte delle ricerche-intervento in alcune scuole distribuite su tutto il territorio, che hanno permesso di verificare l’efficacia della meditazione scolastica; lavorando sia con il gruppo classe che con i singoli ragazzi, potenziando le capacità relazionali dei ragazzi, migliorando il clima di classe in un ottica di collaborazione e soluzione creativa dei loro conflitti.

La meditazione scolastica può costituire uno strumento importante per sanare conflitti in atto ma anche prevenire l’abbandono scolastico, la deviaza ed i casi di bullismo. Promuovere la mediazione nelle scuole, infine significa proporre un nuovo modello di regolazione dei conflitti che ridefinisce i rapporti tra alunni, ma anche tra loro e membri della comunità educativa; un modello alternativo al “modello disciplinare” e competitivo basato sulla punizione, la stigmatizzazione e I'emulazione.

Operatori coinvolti nei progetti di mediazione scolastica presso scuole medie ed elementari di Roma e Provincia: Dott.ssa Daphne Bollini, dott.ssa Giovanna Busto, dott.ssa Rossella Celmi, dott.ssa Teresa Lembo, dott.ssa Fabiola Vitali.